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Psicologia dei gatti: impariamo a conoscerla

Impariamo a conoscere meglio il gatto per migliorare il rapporto ed il suo ed il nostro benessere.

Se vogliamo conoscere profondamente il gatto, occorre avere molta pazienza, molto amore, spiccate capacità di osservazione psicologica e molta esperienza. Tutti coloro che sono riusciti a capire così i misteri psicologici del mondo felino, concordano nel ritenere infondate alcune accuse che molte volte a torto e superficialmente vengono mosse nei confronti del felino.

I gatti sono tutti uguali? Il mondo dei gatti è composto: maschi veramente tali, maschi che lo sono stati, femmine vergini, femmine madri e femmine neutre vittime del progresso e del bisturi; infine dai gattini, gatti con padrone e gatti senza padrone. Queste distinzioni sono determinanti e necessarie per esprimere giudizi appropriati.

Sociologia

Il gatto come tutti gli animali è incline ad adattarsi all’ambiente in cui è  costretto a vivere, ed alle persone od agli animali che gli stanno vicini. Meglio ancora se quest’ultimi sono dei suoi simili. Infatti mentre altri animali con difficoltà riescono a tollerarsi l’un l’altro, il gatto, invece, si adatta egregiamente anche in angusti spazi e con soggetti mai conosciuti. Quando riposa ama anche sonnecchiare stretto stretto con gli altri. Se uno di loro rimane per qualche tempo isolato dal gruppo, avvicinandosi pian piano, distribuendo leccatine e sfregatine a destra ed a sinistra, molto in fretta diventa un tutt’uno con tutti gli altri. Se proviamo altresì ad introdurre un gatto nuovo in un gruppo sarà lui il solo a mostrarsi preoccupato, pensando di non sapere correttamente integrarsi con gli altri i quali, apparentemente indifferenti l’osservano con la coda dell’occhio: poi dopo poco finiscono per adottarlo. Ci riferiamo per questi casi evidentemente ai gatti senza padrone, a quei gatti per i quali il mondo è  piccolo, limitato, come in un campo di concentramento, alla stanza comune o alla zona cintata nella quale sono rinchiusi. E che cosa dobbiamo dire di quei gatti isolati, di quelli che non dispongono neppure di un rifugio, di quelli che hanno fame, che sono liberi di amare, di soffrire, dei cosiddetti “randagi”? Ebbene anch’essi amano riunirsi sempre in cantieri abbandonati dietro qualche palizzata, in cima ad un muro, tra le macerie, nei giardini ecc., forse per farsi coraggio l’un l’altro, forse per esprimere e confrontare i timori, le disavventure, forse anche i desideri.

Gelosia

Molti sono gli esempi di gelosia del gatto. Esistono gatti che lasciano la propria casa ed i propri affetti quando sopraggiunge un altro simile ad allietare la casa. Nel loro subcoscente permane un senso di rancore che diffilmente viene superato se non dopo lungo tempo; rancore che li spinge a vivere in modo disagiato all’avventura invece che in un caldo rifugio o in una ospitale dimora.

Fedeltà

I gatti hanno un senso e una conoscenza ben chiari della zona o del territorio in cui vivono.Anche se abbandonano la casa rimangono nella zona stessa in cui è situata la casa ospitale. Questo per la conoscenza del territorio che significa sicurezza. E non è per niente vero che il gatto e affezionato solo alla casa e non ai padroni. Ricordiamo in proposito un gatto che, rimasto orfano della padrona, pur vivendo agiatamente con i nuovi padroni congiunti della defunta, era solito sobbarcarsi una volta all’anno e precisamente all’anniversario del trasferimento, alcuni chilometri di percorso per tentare di ritrovare l’affetto dei suoi amici precedenti. Numerosissimi gli esempi di gatti che tornano alle loro case attraverso pericoli e nelle più tremende circostanze. Gatte allontanate dalla casa facendo uso di sacchi di iuta, perchè non vedano ed abbandonate in aperta campagna a tantissimi chilometri di distanza, sono sempre riuscite a trovare la via del ritorno anche dopo mesi e mesi di cammino. Una cattiveria evitabile compensata da un attaccamento, da una fedeltà certo non meritata. Commovente e sconcertante il ritorno di quei gatti allontanati che dopo aver vissuta una avventura terribile durante il ritorno, dopo essere vissuti di caccia, e di rapina, dopo avere evitato le automobili, le bestie, gli uomini e dopo aver camminato ore ed ore, giorni e giorni, settimane e  settimane, tutto per ritrovare il proprio padrone ben a torto considerato un suo Dio, cessano di vivere al loro ritorno.

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