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Le profilassi degli animali da cortile

Cosa si deve fare per allevare al meglio galline, conigli, tacchini, anatre e oche.

La profilassi genetica si attua allevando ceppi di riproduttori che abbiano dato prova di una particolare resistenza nei confronti delle più comuni forme morbose di gruppo (corizza, lesioni podali, infezioni batteriche, virali e parassitarie). La profilassi medicamentosa riguarda principalmente la prevenzione della Coccidiosi. Essa si attua con trattamenti periodici nell’acqua da bere con integratori bilanciati, cioè usando periodicamente ed a schemi fissi questi prodotti, preparati a base di vitamine con l’aggiunta in dosi ottimali di disinfettanti appropriati. L’uso costante di questi integratori garantisce salute, e conseguentemente maggior resa in allevamento, in quanto previene, a tutti i soggetti trattati, malattie a carico dell’apparato gastroenterico e dell’apparato respiratorio. Si consiglia soprattutto l’uso durante il periodo della riproduzione, trattando prima la genitrice durante la gravidanza e l’allattamento, poi continuarne l’uso durante i primi giorni di autonomia dei cuccioli dai trenta ai sessanta giorni. La posologia di questi  integratori per la terapia e la profilassi periodica: 2 grammi (un cucchiaio raso) di polvere per litro di acqua da bere. Soluzione da rinnovarsi quotidianamente per cinque giorni consecutivi, e da ripetersi dopo una sospensione di tre giorni, se lo stato di salute dei soggetti lo richiede. Per una efficace profilassi periodica, ripetere i cinque giorni di somministrazione a tutto l’allevamento ogni trenta giorni. Consiglio di somministrare la medesima soluzione ai soggetti provenienti da altri allevamenti o da altre sedi (spostamenti esterni ed anche interni nell’allevamento stesso) sempre per cinque giorni consecutivi. La posologia per la riproduzione: 2 grammi (un cucchiaio raso) di polvere sciolti in uno o due litri di acqua da bere. Soluzione da rinnovare quotidianamente per un numero di giorni programmata a seconda che si tratti di femmine gravide, durante l’allattamento o ai piccoli nel primo periodo di svezzamento. La profilassi igenico-ambientale. Consiste nel creare le condizioni ottimali per ottenere un allevamento il più possibile indenne da forme morbose. Queste condizioni si  realizzano con le seguenti metodiche.  Operare settimanalmente una riduzione della carica microbica ambientale con una nebulizzazione di prodotti a base di sali quaternari di ammonio, formolo o sostanze balsamiche. Spruzzare mensilmente l’ambiente con prodotti a base di iodio o zolfo, onde prevenire lo svilupparsi di forme micotiche particolarmente aggressive. Oppure, sempre per una igiene e profilassi valida, usare associazioni di sali quaternari di ammonio con l’aggiunta di derivati atossici del Fenolo e completati da altri principi attivi ed olii balsamici. Questi diversi componenti e tanti altri vengono scelti in modo da assicurare un’azione completa sulla flora batterica, cioè germi gram-positivi, germi gram-negativi, acido resistenti, spore, funghi e muffe. Alcune di queste associazioni polivalenti non sono tossiche, ma sono soprattutto benefiche anche a respirarsi e si possono perciò usarle in presenza di animali e persone. Le troviamo in commercio come spray, emulsioni concentrate da diluire in acqua ed anche come olii minerali, per termo-fumigazioni ed applicazioni locali. Nebulizzare l’ambiente e le fosse di deiezione con prodotti a base di piretro contro insetti ed ectoparassiti (pidocchi, zanzare e mosche). Ogni ambiente non deve contenere più di 200 fattrici per la riproduzione, mentre l’ingrasso deve essere sistemato in un altro locale. Ad ogni fattrice devono essere assicurati almeno tre metri cubi/capo d’ambiente ed ad ogni soggetto all’ingrasso un metro cubo.  I ricambi di aria/ora non devono essere inferiori a 3. L’umidità relativa compresa tra il 60-65%. La temperatura ideale è attorno ai 18°C: essa non deve scendere mai al di sotto dei 16°C e superare i 23°C. La luminosità è un fattore importante per i riproduttori (16 h/giorno e 3 Watt/metro cubo), mentre per i soggetti all’ingrasso è un fattore trascurabile; è, comunque, preferibile uno stato di penombra ottenuto tramite l’azzuramento dei vetri. I nidi devono essere asportati e disinfettati di volta in volta. Il fondo delle gabbie deve essere tale da non recare offese alle estremità podali, soprattutto dei riproduttori, per non provocare callosità e necrobacillosi. Profilassi alimentare. Essa si attua soddisfacendo appieno le esigenze alimentari dei soggetti, sia per quanto riguarda il tenore di proteine, di energia, di fibra e di apporto vitaminico minerale.

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