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Gli animali da cortile

Cure e consigli per allevare al meglio queste utili e numerose specie animali.

L’allevamento degli animali da cortile, come conigli, galline, tacchini, oche, anatre, è passato,in pochi anni, dalle dimensioni di allevamento rurale a quelle di vero e proprio allevamento industriale. Ciò ha comportato, per le mutate condizioni ambientali, una analoga evoluzione della patologia degli animali. Si è passati quindi da una patologia individuale ad una patologia di gruppo. Le malattie singolarmente trattate, sia riguardo alla loro eziologia, diagnosi e terapia, pur conservando piena validità scientifica, sono raramente riconoscibili e difficilmente sovrapponibili alle moderne patologie di gruppo.“In questa articolo mi limiterò ad illustrare le norme più comuni di prevenzione delle forme morbose d’allevamento, attraverso la profilassi vaccinale, le norme igienico-sanitarie ed il razionamento alimentare. Profilassi vaccinale. La forma morbosa più temuta e diffusa è la Mixomatosi. Deve essere prevenuta mediante un trattamento vaccinale da attuarsi due volte all’anno (Marzo-Agosto) sui soggetti riproduttori e sui piccoli dopo lo svezzamento (20 giorni dalla nascita). Sarebbe buona regola adottare un programma di vaccinazione misto, usando il vaccino contenente il virus del fibroma di Shope in Marzo e quello attenuato del Mixoma in Agosto, intervenendo su soggetti sani. Altra forma morbosa molto frequente negli allevamenti cunicoli è la Pasteurellosi. Si consiglia la vaccinazzione preventiva su tutti i riproduttori presenti in allevamento, possibilmente con vaccino stabulogeno, ogni sei mesi. Altra malattia i cui danni sono sempre ingenti è la “Emorragica”. Esiste un vaccino inattivato contro questa malattia virale che deve essere effettuato dopo i 60 giorni dalla nascita.Per quanto riguarda gli animali avicoli, le malattie che richiedono sempre una prevenzione attraverso l’uso del vaccino sono la speudopeste aviare ed il vaiolo. Valgono i tempi e le stesse regole esposte precedentemente per le malattie dei conigli. In tutte le specie, la vaccinazione dei soggetti all’ingrasso è sconsigliata, in quanto è troppo breve l’intervallo di tempo che intercorre tra l’età utile di vaccinazione e quella di macellazione; inoltre si  può avere una notevole incidenza di ascessi sottocutanei. Norme igienico-sanitarie. Qualora si debba intervenire su una malattia conclamata, oltre a dover sostenere una notevole spesa, spesso, anche i risultati sono deludenti; è quindi preferibile cercare di prevenire le più comuni forme morbose. Ciò si ottiene anche mettendo in atto adeguate misure igienico profilattiche, che possono essere divise in profilassi genetica, medicamentosa ed igienico-ambientale. Nel prossimo articolo tratteremo a fondo queste tre profilassi, come eseguirle per ottenere i migliori risultati.

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