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IL CANE E LA CARNE CRUDA

cane-e-carne-cruda1Se consultiamo un testo di zoologia troviamo tra le classificazioni che ci interessano quella riferentesi ai Canidi che sono: il cane, il lupo, la volpe, la iena, il gatto selvatico. Il cane allora era forse in origine un animale da preda? Si certo non dobbiamo dimenticare che per le sue origini il cane è un animale da preda e non solo per le sue origini ma anche e soprattutto per la sua struttura fisica. Infatti la sua appartenenza ai carnivori ce lo dimostra la dentatura adatta a lacerare ed a stritolare, non a masticare come gli erbivori e negli onnivori; l’anatomia dello stomaco ha una grande capienza circa doppia di quella dell’intestino che risulta anche assai ridotto in lunghezza; la forte concentrazione di succo gastrico, atta alla digestione della carne e delle ossa prevalentemente in sede gastrica. Come tutti i carnivori per eccellenza, così nel cane la produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari è insufficiente (deficit in ptialina). Non esiste infatti masticazione e relativa insalivazione dei cibi. Insufficiente pure la secrezione pancreatica atta a digerire dopo la masticazione tutti quei cibi nei quali l’amido è il costituente principale (cereali, dolciumi, ortaggi o verdure). Nell’intestino, più corto di quello dell’uomo non avvengono degradazioni biochimiche. Osserviamo ora e consideriamo come e di che cosa si ciba il lupo animale molto simile al nostro cane ma non domestico. Il lupo preferibilmente di notte quando è sospinto a cacciare dai morsi della fame cattura e divora la selvaggina, ingoiando tutto quello che può contenere il suo stomaco, sotterrando e nascondendo sotto terra gli avanzi. La prima parte della selvaggina che il canide predilige e che fa subito sua, sono le interiora, lo stomaco ed il loro contenuto, poi il resto, cioè carne, ossa, tendini, legamenti. Lo stomaco del lupo è perciò molto grande, e può ingerire quantità notevoli di cibo. Se il lupo dovesse inghiottire qualcosa di irritante o indigeribile, può vomitare e con la stessa velocità rimangiare ciò che ritiene più confacente. Il cibo residuo sotterrato viene riportato alla luce e divorato anche se lo stesso è in stato avanzato di putrefazione. La carne deteriorandosi si arricchisce di elementi enzimatici e vitaminici per processo di fermentazione. Biochimicamente il lupo ha equilibrato la sua dieta ricchissima~ di lipoproteine, sali minerali, soprattutto calcio e fosforo, e a sufficienza vitamine, enzimi e coenzimi e carboidrati predigeriti contenuti in piccola quantità nell’interiora dell’erbivoro ucciso. Così non dobbiamo meravigliarci se il nostro cane è capace di inghiottire delle quantità enormi di cibo, se mangia con estremo gusto la carogna di un altro animale e se alla fine rigetta ciò che gli è stato di troppo. Infatti il cane è un animale che segue una dieta cruda come i suoi simili allo stato di libertà. Non dobbiamo meravigliarci se ancora nasconde il superfluo nei vasi dei fiori del nostro appartamento per poi dissotterrarlo quando ha fame. Il cane come il lupo sono carnivori per eccellenza. E’ perciò errato considerarli onnivori. Allo stato brado gli unici alimenti di origine vegetale che fanno parte della dieta dei canidi sono quella parte contenuta nello stomaco e soprattutto nell’intestino della preda; in quella sede però quegli alimenti vegetali propri della selvaggina sono già biochimicamente degradati e digeriti (maltati e lattati). Se vogliamo perciò avere un cane sano e longevo dobbiamo prendere in considerazione ciò che la natura insegna e la moderna ricerca scientifica conferma. Desidero concludere ricordando quanto ha affermato in un recente studio un illustre studioso sulle qualità carnivore del cane e sulla sua necessità di carne cruda e preferibilmente la stessa frollata o in stato di putrefazione . A parte l’impressione che questo particolare può provocare in noi, dobbiamo però osservare che tutto quanto il cane può fare da solo spinto dal suo giusto istinto, lo fa in difesa della sua salute e spinto da una sua necessità fisiologica; come il cibarsi di carne putrida, come il ricercare erbe per liberarsi dal catarro. Afferma lo stesso illustre autore che, ad esempio, la coprofagia, ossia l’istinto a volte del cane di ingerire le feci in genere, può essere eliminata con la somministrazione di carne cruda in decomposizione. Carne cruda in decomposizione che significa una richiesta maggiore da parte dell’organismo di proteine, di grassi, di sali minerali e di vitamine; elementi principali che la carne cruda putrida offre. Si afferma pure le guarigioni di un gran numero di soggetti affetti da malattie costituzionali della pelle, da gastriti ed enteriti croniche, perfino da otiti, ottenute semplicemente con la somministrazione di carne putrida o di alimenti appositamente preparati per la coprofagia. Condivido pienamente per esperienza, passione, ricerca, ed osservazione che la somministrazione di un regime prevalentemente a base di carne, costituisca per il nostro amico fedele garanzie efficacissime contro le malattie infettive, perché questo regime alimentare aumenta il potere immunitario del cane. Come realizzare a casa nostra questo tipo di alimentazione naturale ossia quella istintiva che e la più propria, la più selettiva, la più giusta? Come possiamo trattare la carne destinata alla sua alimentazione per arricchirla di vitamine, enzimi, coenzimi ed altri fattori essenziali alla vita? Molto semplicemente, integrando cioè la carne con prodotti a base di lievito di birra e lievito di Torula tedesca, come il “PET ZYME PLUS”, di nostra produzione. Non usare il lievito di birra da panificazione, prodotto tipico di superficie che produce una grande quantità di gas che non giova all’intestino ed al suo microbiota.

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