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Scopri i rimedi per l’insonnia

Insonnia che cosa è e come prendere i giusti provvedimenti per non soffrire di questo fastidioso disturbo

Poniamoci queste domande per l’insonnia. Quando e in quali situazioni il paziente dorme male? Quali farmaci sta assumendo il paziente? Quali bevande assume il paziente alla sera? `II paziente soffre di altri disturbi? A quali rimedi è ricorso il paziente finora? I disturbi del sonno sono spesso secondari ad altri problemi. È quindi importante analizzare la situazione con precisione per aiutare nel migliore dei modi il paziente che lamenta disturbi del sonno. Alcuni farmaci possono produrre modificazioni del ciclo normale del sonno conducendo all’insonnia: i preparati anoressizzanti che contengono eccitanti del SNC, la caffeina, la aminofillina, i betabloccanti, il diclofenac, l’ efedrina, la flunarizina, l’ ibuprofene, la ketanserina, la levodopa, la metisergide, il sulindac, ecc. `L’ alcool, le amfetamine, i barbiturici, le benzodiazepine, la difenidramina, il meprobamato, gli inibitori delle monoaminoossidasi ( IMAO), i narcotici. Tutte le bevande contenenti caffeina possono agire come eccitanti; è quindi bene evitarle, in particolare alla sera. L’alcool aiuta alcune persone a dormire, mentre per altre è un eccitante e le rende nervose ed irritabili.L’abuso di alcool altera il processo fisiologico del sonno.`L’ipertiroidismo, l’ipoglicemia, la gravidanza, ecc. possono indurre insonnia. I disturbi del sonno, in particolare quando sono cronici, possono essere correlati ad una situazione patologica latente. I disturbi del sonno di lunga durata richiedono dunque una diagnosi medica. Secondo una classificazione internazionale, i seguenti criteri permettono di porre diagnosi di insonnia: il paziente lamenta disturbi dell’addormentamento o del sonno, il sonno è di qualità insoddisfacente, il paziente non valuta il periodo di sonno come evento ristoratore. II dolore o una condizione di disagio fisico di qualunque tipo possono provocare disturbi del sonno; è importante in questi casi stabilire la causa del dolore o del disturbo; alcune patologie danno luogo a dolori che possono intensificarsi durante la notte (ulcera duodenale, emicrania, ecc.). Fenotiazine, la scopolamina e gli antidepressivi triciclici riducono la fase REM del sonno (sonno paradosso). Le amfetamine, i barbiturici, le benzodiazepine, la reserpina riducono lo stadio 4 del sonno (onde cerebrali lente). Se il paziente sta già assumendo un farmaco per i disturbi del sonno, è necessario sapere quale sia per poterne consigliare una corretta alternativa naturale. Tenere un diario del sonno è utile, prima di ricorrere a qualsiasi tipo di intervento, per poter riferire la qualità del sonno valutata su 7-14 giorni. Ciò consente di definire meglio la gravità ed eventualmente le cause dell’insonnia. L’insonnia deve essere presente da almeno un mese e manifestarsi almeno tre volte alla settimana; essa diminuisce il benessere del paziente e comporta una crescente irritabilità, una diminuzione della capacità di concentrazione o maggiore affaticabilità diurna. II paziente di solito è intensamente preoccupato dal suo problema . Tuttavia, spesso i disturbi del sonno sono transitori e spariscono spontaneamente. Situazioni di stress o di ansia sono le cause principali dei disturbi del sonno nei giovani; si tratta in particolare di disturbi della fase di addormentamento. Se questi problemi possono essere attribuiti ad una causa precisa e conosciuta e, se durano meno di una settimana, non occorre assumere alcun farmaco: i disturbi del sonno spariranno con la scomparsa della causa dello stress. Le insonnie gravi o croniche possono essere il segno di una patologia psicologica o somatica seria che non bisogna ignorare. Nel caso di disturbi del sonno duraturi, si deve essere attenti: infatti, nei giovani i disturbi cronici del sonno sono spesso sintomi di depressione. II paziente che lamenta insonnia con perdita d’energia, variazioni del peso (sia diminuzione che aumento), grave stato d’ansia, diminuzione della libido, deve consultare il medico. `La qualità del sonno varia con l’età. Le persone anziane si svegliano presto o frequentemente durante la notte: ciò è dovuto ad un cambiamento del ciclo del sonno che è normale con l’avanzare dell’età. Inoltre, nelle persone anziane aumenta la sensibilità alla caffeina; conviene quindi diminuirne l’assunzione per ottenere un sonno migliore. Tra le sostanze citate prima, le benzodiazepine e i barbiturici possono provocate disturbi del sonno, accorciando la fase di sonno profondo. Inoltre, si sviluppa rapidamente tolleranza a questi farmaci. II paziente comincia allora ad abusarne e si instaura così un circolo vizioso. Nel paziente che interrompe bruscamente un trattamento cronico con benzodiazepine compaiono disturbi del sonno supplementari, accompagnati da incubi. L’uso di questi farmaci deve pertanto essere limitato nel tempo. Per una persona che si lamenta di problemi del sonno di entità modesta, è meglio: evitare sieste durante il giorno, i pasti pesanti alla sera ed il consumo di caffè o di alcool; è utile prima di coricarsi fare un po’ di esercizio fisico, ad esempio una passeggiata (non esercizi pesanti), dedicarsi ad un’attività rilassante prima di andare a letto (lettura, musica); mantenere un orario costante nel coricarsi la sera ed alzarsi la mattina, ridurre al minimo gli stimoli esterni capaci di disturbare il sonno (rumori, luce), evitare di prendere troppo seriamente disturbi occasionali del sonno, ecc. Se il paziente si sveglia durante la notte, non dovrà, se possibile, controllare l’ora (nascondere la sveglia alla vista) e, se l’insonnia persiste, alzarsi. Utile è assumere farmaci a base di droghe vegetali ad attività sedativa. A questo scopo consiglio di utilizzare preparati a base di valeriana, luppolo, iperico, lavanda, melissa e passiflora. L’effetto sedativo di queste piante è ben documentato. La maggior parte delle piante ad attività sedativa ha principalmente un effetto calmante, riposante, e stimolante il sonno; esse non hanno proprietà ipnotiche. In pratica non si riscontra alcun effetto indesiderato e non si instaura dipendenza anche dopo un uso prolungato. Sono disponibili associazioni fra vari principi attivi vegetali. Numerosi sono poi i prodotti omeopatici allestiti dagli stessi principi vegetali e le tisane in infuso da assumersi prima di coricarsi.

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