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La tosse

Rimedi naturali per curare questo fastidioso problema di salute e riconquistare il benessere.

La tosse è in primo luogo una manifestazione finalistica e costituisce una reazione importante di pulizia e autodifesa dei polmoni:  per questo  non bisogna reprimerla sistematicamente con farmaci. Tuttavia un paziente si aspetta di avere sollievo per la propria tosse. Il trattamento dipende dalla natura della tosse. In caso di tosse secca da irritazione, sono indicati gli antitussivi ad azione centrale; tra i farmaci ad esempio  la codeina, il destrometorfano e la noscapina. Essi sono efficaci in caso di tosse irritativa dove tutti gli altri antitussivi sono meno efficaci, meno studiati o possono indurre alcuni problemi. I classici effetti indesiderati della codeina, come la stipsi, la sedazione, la depressione respiratoria e la potenziale dipendenza, sono molto meno marcati con il destrometorfano e la noscapina. L’effetto antitussivo del destrometorfano è paragonabile a quello della codeina, mentre l’attività della noscapina è più debole. Evitare di assumere contemporaneamente alcolici! Attenzione all’interazione tra il destrometorfano e le IMAO! La cloperastina associa a un’azione centrale sul centro della tosse (simile alla codeina ma senza depressione del centro del respiro) un’azione periferica antiedemigena e di rilascio della muscolatura dei bronchi. Da studi di confronto tra cloperastina e un derivato della codeina, diidrocodeina è emersa la rapidità d’azione e il buon profilo di tollerabilità della cloperastina, elementi che a buon diritto ne fanno un antitussivo di prima scelta. Il raddoppio del dosaggio prima del riposo notturno consente di migliorare anche la qualità del sonno, che molto spesso risulta assai disturbato dalla tosse insistente.`Le associazioni degli antitussivi centrali con l’efedrina, gli antistaminici come la difenidramina o feniltoloxamina, gli espettoranti come l’ipecacuana, il cloruro d’ammonio, la guaifenesina o il guaiacolo non presentano  probabilmente vantaggi in confronto a una monoterapia; inoltre, in esse i principi attivi sono spesso sottodosati. Gli antistaminici sono sedativi, disidratano le mucose e riducono le secrezioni nasali. Nei casi in cui sono indicati, devono essere somministrati per la notte, o in caso di raffreddore concomitante. Con effetto antiistaminico e vasodilatatore a livello bronchiale agisce la levodropropizina.  I simpaticomimetici si usano per il loro potere broncodilatante e antiedematoso; possono essere utili quando il paziente ha il naso chiuso. Fare attenzione in caso di ipertensione, cardiopatia, ipertiroidismo e diabete. Gli espettoranti sono usati in caso di tosse produttiva. Si usa indifferentemente il termine espettorante, secretolitico e mucolitico, senza distinguere il loro meccanismo d’azione: essi sono finalizzati a facilitare l’espettorazione fluidificando il muco, e sono sempre molto richiesti; per quanto riguarda  l’acetilcisteina, recenti ricerche cliniche parlano di un’importante azione della molecola, oltre che nel fluidificare il muco attraverso la nota azione di scissione dei legami disolfurici delle mucoproteine, anche nell’esercitare azione antiossidante, neutralizzando i radicali liberi che si formano e si accumulano in eccesso in corso di broncopatie, soprattutto se croniche e a carattere ostruttivo (BPCO). Essa costituirebbe quindi un fattore di protezione contro il danno polmonare da radicali liberi, che rappresenta una temibile complicanza di tali patologie; anche negli episodi flogistici acuti contribuirebbe a evitare possibili danni a distanza sul parenchima polmonare. Tra gli espettoranti classici vi è ancora il cloruro d’ammonio (gusto sgradevole, vomito e acidosi in caso di sovradosaggio), la guaifenesina, l’ipecacuana, il guaiacolo, ecc. Conviene sostenere la terapia farmacologica con misure complementari come inalazioni, alto apporto di liquidi (1-1,5 litri di acqua in più rispetto al consueto) e una umidificazione adeguata dell’aria. Queste misure aiutano a fluidificare le secrezioni.  Tra le sostanze naturali più usate troviamo la drosera, l’eucalipto, il timo, l’altea, il lichene islandico, la grindelia e la piantaggine lanceolata.

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