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La Febbre: sintomi e terapie

La Febbre: sintomi e istruzioni per l’uso, solo semplici consigli e informazioni per approfondire questo sintomo molto banalizzato e sottovalutato.

La febbre che compare improvvisamente ed in modo acuto è sempre accompagnata, quando è elevata, da una sensazione di calore e da brividi. Quando è associata a cefalea, dolori articolari, difficoltà respiratoria, si tratta spesso di una virosi influenzale (l’associazione di una sintomatologia variamente localizzata quale laringite, cefalea, tosse ecc. può far pensare ad una virosi, mentre un solo sintomo molto localizzato associato ad una febbre alta dovrebbe indirizzare verso una infezione batterica). In effetti la sindrome febbrile non ha nulla di specifico e può rappresentare l’esordio di numerose malattie infettive, virali e batteriche, e persino parassitarie. Tutte le sindromi febbrili acute dovrebbero pertanto suggerire di ricercare un eventuale focolaio infettivo. Bisogna fare attenzione ai picchi febbrili con brividi, che sono spesso il sintomo di infezioni urinarie e biliari. Una febbre continua, protratta anche per diverse settimane, può consentire una diagnosi eziologica precisa se si accompagna ad altri sintomi caratteristici; la diagnosi invece sarà difficile se la febbre è l’unico sintomo. Spesso è associata ad astenia, dimagrimento, sudori e brividi. La temperatura corporea è influenzata da numerosi fattori, in particolare dallo sforzo fisico e dalla temperatura ambiente. Essa varia anche in base al metodo utilizzato per la misurazione. Inoltre, la temperatura dipende da numerose condizioni ( circadiane, stagionali, ormonali), non variando in generale che di 0,5°C. La febbre associata a sintomi prevalentemente digestivi (diarrea, vomito…) che compare dopo un viaggio nei paesi, tropicali deve far pensare ad una malattia infettiva di tipo parassitario. E’ utile ricercare eventuali sorgenti e cause di infezione come l’acqua bevuta, punture di insetti, morsicature di animali, contatti sessuali.Al ritorno da un paese tropicale, l’ insorgenza di un attacco febbrile che si ripete ad intervalli di 2 o 3 giorni (febbre terzana e quartana) fa pensare a un attacco di malaria. Il richiamo alla malaria deve essere sistematico, sia che il paziente si sia sottoposto o meno a chemioprofilassi (resistenze!).L’assunzione di alcuni medicinali può a volte provocare reazioni febbrili. Una simile febbre è talvolta difficile da diagnosticare; insorge in media 7-10 giorni dopo l’inizio del trattamento; il quadro clinico non è costante: infatti la febbre può essere più o meno elevata, manifestarsi in modo continuo o sotto forma di accessi febbrili; può rimanere sintomo unico o accompagnarsi ad altri segni (brividi, mialgie, eruzioni cutanee, eosinofilia). I principi attivi seguenti sono stati messi in relazione ad una febbre iatrogena: antibiotici betalattamici (penicilline, cefalosporine), sulfamidici, alfametildopa, chinidina, fenitoina, procainamide e alcuni vaccini.`La febbre che insorge in un paziente affetto da una cardiopatia (principalmente una patologia valvolare) è un segnale importante d’allarme; anche se è poco elevata ed è insorta per esempio dopo un trattamento odontoiatrico, essa deve rappresentare un autentico campanello d’allarme. In un paziente cirrotico, la febbre deve ugualmente imporre una rapida valutazione (infezione digestiva…) perché la funzione epatica già compromessa può ridursi rapidamente. Tutti i soggetti immunodepressi(affetti da tumori solidi, leucemici, cirrotici, pazienti sotto terapia corticosteroidea o altra chemioterapia immunosopressiva, malati di AIDS) debbono consultare immediatamente il medico all’insorgenza di febbre. In un tale quadro clinico la minima infezione è potenzialmente pericolosa. Uno stato febbrile persistente ed inspiegato sarà l’occasione per applicare alcune regole semplici. Infatti, tranne il caso in cui la febbre alta è responsabile da sola della compromissione dello stato generale o, per esempio, di una disidratazione rapida o di convulsioni iperpiretiche nei neonati, situazioni che impongono di controllarla con antipiretici, questo sintomo deve essere piuttosto considerato come un segnale da rispettare. Far sparire la febbre con un trattamento sintomatico rischia di fornire un cattivo servizio alla persona, permettendo l’evoluzione nascosta della malattia causale (al di sotto dei 38° C, non somministrare antipiretici: i ceppi infettivi sono infatti sensibili al calore, che partecipa così alla loro distruzione). Qualche consiglio: non coprire troppo i bambini con febbre, né riscaldare troppo la casa. Fare bagni con acqua a temperatura di 2° C inferiore alla temperatura corporea. Tra gli antipiretici naturali troviamo la salicilica, dotata di elevata attività analgesica, antipiretica ed antispastica. L’instaurarsi dell’effetto è molto rapido (alcuni minuti) e dura per circa 6 ore. L’attività antipiretica è tanto più marcata quanto più elevata è la febbre. Come misurare la temperatura? È consigliabile misurare la temperatura in condizioni costanti: stesso termometro, stesso luogo, stessa ora (per es. al mattino al risveglio e nel tardo pomeriggio, o la sera al momento di coricarsi), a distanza da sforzi e pasti. Ciò permette di evitare errori. Il termometro dev’essere accuratamente lavato dopo l’uso e, se necessario, disinfettato con alcool. `La misura della temperatura corporea può essere effettuata in molti modi: 1)la via cutanea (ascellare, frontale) è da sconsigliare per la mancanza di affidabilità. La pelle è una zona di scambi termici in cui la temperatura varia maggiormente in dipendenza dei fattori esterni non controllabili. Di tutte le vie utilizzate la via ascellare necessita di un tempo maggiore per la misurazione (8-13 minuti), i valori rilevati sono inferiori di 0,7-1,12° C in media rispetto alla temperatura centrale (uguale temperatura nell’arteria polmonare). 2)La via buccale impone un metodo rigoroso di misurazione, altrimenti i risultati sono falsati. II termometro deve essere posto sotto la lingua, con l’estremità a contatto della mucosa della regione sublinguale posteriore, lateralmente al frenulo linguale, mantenendo la bocca chiusa per il tempo necessario alla misurazione della temperatura. Molti fattori possono falsare i risultati (bevande fredde o calde, masticazione, tabagismo, da evitare nei 10 minuti precedenti la misurazione). La temperatura buccale è inferiore a quella dell’arteria polmonare in media di 0,2-0,4° C. “I termometri-tettarella per bambini permettono di misurare la temperatura per via sopralinguale e non più sublinguale. 3)La via anale è il metodo preferibile per la misurazione della temperatura corporea. In base al dispositivo utilizzato la misurazione necessita di un minuto (termometro elettronico). I risultati sono affidabili ma il metodo può urtare il pudore di alcuni pazienti, è poco igienico ed espone al rischio di ulcerazioni. La temperatura rettale riflette assai bene la temperatura centrale. Essa è in media più elevata rispetto a quest’ultima, questa differenza non supera gli 0,5° C (+0,8° C nei soggetti con febbre). La temperatura rettale per contro è caratterizzata a una certa inerzia in caso di aumento o di diminuzione della temperatura corporea ed è così inadatta in situazioni che necessitano di misurazioni costanti. D’altronde, la misurazione può anche variare secondo 1a profondità a cui è introdotto il termometro. 4)La misurazione della temperatura per via auricolare, per mezzo di un termometro a infrarossi, presenta molti vantaggi come la facilità di accesso, la rapidità (2 secondi), l’accettabilità e l’innocuità. Comparata alla temperatura centrale, la temperatura per via auricolare può variare, con delle differenze che vanno da +0,39° C a 0,69° C secondo gli studi e il modello di termometro utilizzato. Per di più, i fattori suscettibili di modificare i risultati sono molteplici e dipendono contemporaneamente dall’ambiente, dal termometro e dal paziente. I dispositivi per la misurazione della temperatura corporea sono numerosi; è importante conoscerne i vantaggi, i limiti e i consigli per un uso corretto. I termometri auricolari presentano molti vantaggi: la rapidità, l’accessibilità, l’accettabilità e l’innocuità. Tuttavia, bisogna avere molta cautela nell’uso di questo tipo di termometro soprattutto nei bambini piccoli. I termometri a cristalli liquidi non possono essere raccomandati in quanto hanno bisogno di una migliore valutazione. I termometri elettronici sono oggi i più usati ed attualmente i più sicuri e precisi.

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